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Siamo alle porte della city, a est di Londra, in una delle aree un tempo più degradate di Londra e oggi considerata quartiere alla moda ma soprattutto luogo di forte speculazione edilizia, in vista della espansione della città e rimodernamento previsto per i prossimi 10 anni. E' a est che è stata individuata l' area per i cantieri edilizi che sorgeranno in occasione delle Olimpiadi del 2012.
Molto interessante un capitolo dei " I Segreti di Londra" di Auggias dedicato completamente all' East Side.
" L'East side contraddice l' immagine stereotipa della città, graffia la superficie patinata del luogo comune, restituisce Londra alla sua lunga storia controversa e drammatica, fatta di gloria e denaro, ingegno e baldanzosa ostinazione, ma anche di molte lacrime e di sangue".
Proprio perchè meno soggetto alla speculazione edilizia ( fino a oggi), L'East Side ha conservato una stratigrafia distesa nel tempo, fatta di grandi scenari e minuti dettagli, scorci segreti e vie che sembrano banali a chi non sa scorgere l' occulto messaggio.
Quando si guarda qualcosa ciò che conta, ancor più dell' oggetto guardato è la qualità dello sguardo ( Elstir). Visitare un luogo significa andare al di là delle apparenze e delle ovvietà, cercare di suscitare l' eco delle ricordanze che vi si sono addensate leggendolo, come suggeriva Leopardi, non solo con i nostri occhi ma anche con quella capacità immaginativa di suscitare fantasmi e di far giungere lo sguardo al di là della superficie delle cose.
Tutta la zona Est di Londra è stata da sempre rifugio di immigrati che lavoravano nelle fabbriche che quì proliferavano.
Ci sono passati gli ugonotti francesi, abili tessitori, , gli immigrati del bengala, gli ebrei in fuga dal resto d' Europa.
Resti di quel passato di miseria e disperazione per migliaia di operai e rifiggiati si possono vedere in ogni angolo e in ogni via dell' East Side. Per es. al numero 9 di Brune Street troviamo la Jewish Soup Kitchen, dove, dal 1902 si distribuiva la minestra calda ai poveri.
Oppure i Peadbody Buildings, gli alloggi per i poveri, sani e dignitosi.
O ancora al n° 19 di Princelet street ( traversa di Brick Lane), troviamo al Spitalfields Heritage Centre, edificio del 1719 costruito per i setaioli ugonotti, con il suo interno ancora intatto e pieno di storia. a Brick Lane c'è un altro edificio importante per la storia di Londra, la grande Moschea di Spiatfield ( London Jamme Masjid) a testimonianze del fatto che Londra da sempre è stata meta dell'immigrazione araba. Anche questo edificio, come tanti in città, ha passato diverse fasi di vita. E' stato costruito nel 1742 come cappella per gli Ugonotti francesi; agli inizi del secolo divenne un centro di "reclutamento" cristiano, dove si offrivano 50 sterline a ogni giudeo disposto a trasferirsi di quartiere e di religione.
Islington:
I
primi
a
fiutare
l’affare
furono
i
bancari
della
City
che
negli
anni
’70
trasformarono
le
ex
tane
dei
gangster
in
futuristici
loft.
Partì
così
la
riconversione
della
dell’antica
periferia
metropolitana
in
zone
ad
alto
contenuto
di
“
coolness”,
dove
si
rifugiarono
più
tardi
artisti,
attori
e
giornalisti.
Oggi
all’estremità
di
Islington
ha
sede
il
“Guardian”
e
i
collaboratori
di
“The
Face”
si
attardano
al
Fluid
Bar
(
40
Charterhouse
street)
consumando
sushi
e
musica
ambient
prima
di
mettersi
in
fila
al
Fabric
(
al
77
della
stessa
via),
il
club
più
affollato
del
momento.
Poco
più
in
là
l’Almedia
Theatre
(
Al
media
Street),
il
più
prestigioso
dei
piccoli
teatri
londinesi,
scippa
spettatori
al
West
End
mettendo
in
scena
pièce
ardite
perennemente
sold
out,
mentre
il
Sadler’s
Wells
(Rosebery
Avenue)
è
diventato
il
tempio
della
danza
contemporanea.
Upper
street
è
l’arteria
pulsante
del
quartiere
costellato
di
negozi
di
design
(
come
Twenty
Twenty-One
al
274:
eden
dell’arredamento
d’avanguardia),
gallerie
(
il
Crafts
Council
al
44°
di
Pentonville
Road
offre
la
più
estesa
esposizione
d’arti
applicate
del
paese)
e
ristoranti
dell’altro
mondo.
Magnificente
il
“nido
del
corvo”,
la
suite
di
the
Rookery
(
Peter’s
Lane,
Cowcros
Street),
33
camere
appena
tutte
sontuosamente
arredate:
sala
da
ballo
eduardiana
e
soggiorno
sospeso
sui
tetti
di
Londra.
Shoreditch:
Ormai
la
chiamano
la
nuova
Soho,
l’epicentro
di
tutto
quanto
fa
“hip”.
Shoredich
è
risorto
dalle
ferraglie
delle
fabbriche
abbandonate
a
nord
della
City
ed
è
diventato
il
cuore
pulsante
della
nightlife
londinese
(
la
vita
notturna
di
londra
è
inimmaginabile
per
chi
non
c’è
mai
stato!)
dove
i
così
detti
“Hobo”
(
da
Hoxton
e
bohèmien)
aspettano
l’alba,
facendo
bar
hopping,
saltellando
cioè
da
un
locale
notturno
all’altro.
Perché
è
a
Hoxton
Square
che
la
notte
a
Londra
si
accende
di
vita.
Al
civico
39,
The
Electicity
Showroom
è
l’istituzione
del
quartiere:
ricavato
da
un
ex
emporio
di
articoli
elettrici,
è
il
club
prediletto
degli
eccentrici
chic,
aficionados
pure
del
Bluu,
altro
bar
famoso
per
i
cocktail
esplosivi.
Si
cena
thai
da
Yelo
(8-9),
fusion
al
Great
Eastern
Dining
Room
(54-56
Grat
Eastern
Street)
e
si
ascolta
musica
spiluccando
prelibatezze
al
Cargo
(
83,
Rivington
street).
Studenti
d’arte,
designer
giapponesi
e
sopravvissuti
della
new
economy
hanno
sostituito
i
cockneis
che
un
tempo
abitavano
l’East
end.
Per
questo,
proprio
qui,
Jay
Joplin
ha
aperto
il
White
Cube
(
48
Oxton
Sq):
in
mostra
opere
dei
maestri
della
Brit
art,
da
Damien
Hirst
a
Reacey
Emin,
da
Nan
Golden
a
Lucian
Freud.
Arte
moderna
anche
alla
gloriosa
Whitechapel
Art
Gallery
(
80-82
Withecaphel
High
Street)
PER INFORMAZIONI: http://london.walks.com/
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