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Lady
Diana
Si è scritto di
tutto
e
di
più
sulla
vita
e
la
morte
della
Principessa
Diana
Spencer.
E questo perché ha
acquisito,
forse
suo
malgrado,
una
fama
per
molti,
soprattutto
alla
corte,
insospettabile.
E
dalla
fama
durante
la
vita
il
passo
al
mito
nella
morte
è
breve,
soprattutto
quando
quest’ultima
è
arrivata
in
maniera
tragica
all’apice
della
felicità
di
Diana.
La vita di Lady
Diana
è
stata
incastonata
oltre
che
dalla
corona,
anche
da
tutta
una
serie
di
negatività
che
ne
hanno
condizionato
l’esistenza
fino
a
poco
tempo
prima
della
morte.
Ha attraversato
profondi
momenti
di
solitudine
e
di
tristezza
che
hanno
portato
alla
depressione,
alla
abulimia
e
alla
anoressia.
E’
stata
chiamata
la
principessa
triste
per
via
del
suo
sguardo
timido
e
infelice.
La
sua
vita
di
corte
è
stata
condizionata
dalla
durezza
e
dalla
scarsa
considerazione
che
i
reali
avevano
nei
suoi
confronti;
ha
resistito
alla
storia
parallela
di
Carlo
con
Camilla,
adattandosi
lei
stessa
a
tanti
amori
nascosti.
Nonostante
ciò
è
stata
adottata
dal
popolo
inglese
ed
ha
acquisito
fama
internazionale
con
migliaia
di
fans
in
tutto
il
mondo.
Il
suo
matrimonio
a
St
Paul
e
il
suo
funerale
sono
stati
dei
grandi
fenomeni
mediatici
con
più
di
1
miliardo
di
telespettatori
e
migliaia
di
persone
nelle
strade
di
londra.
Come
tutti
coloro
che,
conosciuti
e
famosi
al
grande
pubblico,
hanno
perso
la
vita
in
modo
tragico
e
denso
di
interrogativi,
anche
Lady
Diana
è
diventata
un
mito
degli
anni
2000.
A londra si possono
vedere
i
luoghi
dove
ha
vissuto,
l’appartamento
di
Coleherm
Court
dove
ha
convissuto
con
altre
studentesse, i luoghi
frequentati
e
perfino
i
caffe
e
i
ristoranti
dove
Diana
Spencer
incontrava
segretamente
i
suoi
amanti.
Oppure si può
visitare
il
palazzo
di
Kensington
dove
ha
abitato
dopo
il
divorzio.
Kensington Palace
già
tristemente
famoso
perché
abitato
in
passato
dalla
principessa
Sophia
che
si
innamoro
perdutamente
del
suo
scudiero
dal
quale
ebbe
un
figlio
dichiarato
subito
illegittimo
dalla
corte.
Abbandonata
dall’amante,
la
principessa
Sophia
si
ritirò
nella
sua
solitudine,
passando
il
tempo
a
filare
o
a
ricamare,
fino
a
diventare
cieca.
Si
dice
che
ancora
oggi,
tra
le
belle
stanze
del
Kensington
Palace
si
senta
il
rumore
del
telaio
che
fila
e
si
veda
di
tanto
in
tanto
il
fantasma
di
Sophia.
Altro
luogo
dove
il
ricordo
di
Lady
Diana
è
tenuto
vivo,
è
il
sacrario
che
Mohamed
al
Fayed
ha
eretto
al
piano
interrato
dei
magazzini
Harrod’s,
dove
qualche
tempo
prima
sembrerebbe
essere
nata
la
storia
d’amore
tra
la
principessa
Diana
e
Dodi
Al
Fayed.
Dell’ idillio e
della
felicità
degli
ultimi
momenti
passati
insieme
al
suo
amato
Dodi
si
è
già
detto
tutto!
Fino
ad
arrivare
al
31
agosto
del
1997,
dopo
qualche
giorno
trascorso
in
Costa
Smeralda
e
ampliamente
documentato
dai
paparazzi
sempre
più
ingombranti.
Quella sera,
studiato
un
piano
per
non
farsi
inseguire
dai
fotografi,
dopo
aver
cenato
al
Ritz,
e,
sembrerebbe
con
in
mano
l’anello
di
fidanzamento
appena
comprato
da
doti
per
170.000
euro,
sulla
mercedes
salgono
in
4.
Al posto di guida
c’è
Enry
Paul,
accanto
a
lui
la
guardia
del
corpo
di
Dodi,
Trevor
rees-Jones,
l’unico
che
allaccerà
la
cintura,
e
che
uscirà
vivo
dal
terribile
schianto.
Dodi
siede
dietro
l’autista
e
Diana
al
suo
fianco.
Un
funzionario
del
Ritz
affermerebbe
che
l’autista
appariva
chiaramente
eccitato
e
ubriaco;
altri
dicono
che
sarebbe
stato
completamente
sobrio,
compreso
l’unico
sopravvissuto;
dalle
analisi
risulterebbe
un
tasso
alcolico
nel
sangue
tre
volte
superiore
a
quello
consentito.
Alcuni
dicono
che
le
analisi
siano
state
contraffate,
che
avrebbero
messo
un
dispositivo
esplosivo
sul
volante,
che
nello
stesso
volante
avrebbero
messo
una
sostanza
velenosa,
che
i
freni
dell’auto
sarebbero
stati
manomessi.
Sa
di
fatto
che
l’auto,
seguita
da
vari
fotografi
in
moto
o
in
macchina,
si
sarebbe
schiantata
a
una
velocità
intorno
ai
150
km
orari.
Dodi
e
l’autista
muoiono
sul
colpo.
La
guardia
del
corpo
riporta
una
serie
di
ferite
gravissime.
Lady Diana riporta
numerose
fratture
e
tagli
e
una
gravissima
ferita
interna
con
uno
strappo
nella
vena
polmonare
che
ne
provoca
una
forte
emorragia
interna.
Viene soccorsa e
operata
in
ambulanza
dove
viene
rianimata
fino
all’intervento
in
sala
operatoria
durato
diverse
ore.
Diana
Spencer
viene
dichiarata
deceduta
alle
04:05
del
31
agosto
1997.
con
i
primi
dispacci
delle
agenzie
di
stampa
“Diana
è
morta”.
Sembrerebbe che
Carlo,
nell’apprendere
la
notizia
dal
console
inglese
avrebbe
urlato
senza
riuscire
a
trattenere
il
dolore
e
che
anche
per
questo
sarebbe
stato
criticato
dalla
madre;
c’è
stato
anche
una
rottura
in
seno
alla
corte
tra
Carlo
e
i
figli
di
Lady
Diana
schierati
contro
la
regina
perché
si
esponesse
la
bandiera
a
mezz’asta
a
Buchingham
Palace;
La
regina
riteneva
infatti
che
Diana
non
era
degna
di
questo
riconoscimento,
fino
a
dover
cedere
e
a
dover
capire
quanto
lady
Diana
fosse
entrata
nei
cuori
della
gente.
Il
funerale
fù
qualcosa
di
indescrivibilmente
commovente;
Si
ricordano
le
centinaia
di
migliaia
di
persone
assiepate
lungo
il
percorso
del
corteo
funebre
a
Londra;
i
fiori,
i
bigliettini,
le
poesie,
gli
orsacchiotti;
si
ricorda
il
lento
incedere
dei
principino
costretti
a
tenersi
dentro
il
grande
dolore
per
necessità
di
corte.
Si
ricordano
le
lacrime
versate
da
centinaia
di
milioni
di
telespettatori
e
le
condoglianza
arrivate
da
ogni
parte
del
mondo.
Tutto il resto
continua
a
rimanere
un
mistero
che
solo
le
generazioni
futuro
potranno
svelare
rileggendo
la
storia
dei
nostri
giorni.
Il corpo della
principessa
viene
sepolto
in
un
minuscolo
isolotto
al
centro
di
un
laghetto
ovale
che
abbellisce
la
sua
casa
ad
Althorp
Park,
a
circa
130
chilometri
a
nord-ovest
di
Londra.
BIOGRAFIA
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