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I
MITICI
ANNI
'60
A
LONDRA
Ho
trovato
un
interessantissimo
libro
su
luoghi
e
personaggi
di
Londra
che
consiglio
a
tutti
di
leggere;
si
intitola
“Segreti
di
Londra”
di
Corrado
Auggias.
Una
parte
interessante
che
può
andar
bene
in
queste
pagine
dove
si
parla
di
musica che ha fatto e continua a fare tendenza, è il capitolo III
intitolato
The
Fab
Sixtien:
qui
in
un
interessante
intreccio
di
personaggi
e
vicende
degli
anni
’60,
Corrado
Auggias
ci
parla
dei
Beatles
e
dei
loro
antagonisti
Rolling
Stones,
facendoci
immergere
totalmente
in
quella
favolosa
esperienza
che
doveva
essere
la
Londra
degli
anni
’60.
Ci
indica
alcuni
tra
gli
indirizzi
famosi
che
in
qualche
modo
sono
conosciuti
in
tutto
il
mondo
proprio
perché
legati
a
questi
pop
stars.
Pensate
alla
stazione
di
Marylebone
con
le
celebri
cabine
del
telefono
usate
dai
giovani
musicisti,
dove
Paul
McCartney,
mentre
gli
altri
filmavano
“A
Hard
Day’s
Night,
sedeva
imperturbabile
con
la
barba
finta,
occhiali
da
sole,
giornale
in
mano,
così
camuffato
per
non
farsi
riconoscere.
O
il
numero
57
di
Wimpole
Street,
The
Ashers’
House,
dove
Paul
è
vissuto
per
4
anni
con
Jane
Asher
all’inizio
degli
anni
’60:
nel
seminterrato
della
casa,
ben
visibile
dalla
strada
per
i
curiosi,
Paul
e
John
suonavano
e
componevano
canzoni
come
I
Want
To
Hold
Your
o
Yesterday.
Altro
indirizzo
memorabile
da
non
perdere
per
i
fans
è
34
Montagu
Street,
l’abitazione
di
Ringo
Starr;
anche
Jimi
Hendrix
vi
è
vissuto,
così
come
John
Lennon
e
Yoko
Ono.
E’
lì
che
è
stata
scattata
la
celebre
foto
dell’album
Two
Virgins’,
con
John
e
Yoko
completamente
nudi.
Non
perdete
il
luogo
simbolo
dei
Beatles:
Abbey
Road
a
Saint
Jhon’s
Wood;
qui
ci
sono
gli
studi
dove
i
quattro
hanno
registrato
i
loro
album
migliori.;
qui
c’è
il
famoso
incrocio
fotografato
sull’album
“Abbey
Road
del
1969,
poco
dopo
che
i
Beatles
si
sciogliessero.
La
fortuna
dei
Beatles
è
legata
in
qualche
modo
al
loro
giovane
impresario
Epstei
che
ne
forgiò
l’immagine,
in
un
periodo
durante
il
quale
iniziavano
a
vedersi
i
primi
segnali
di
quella
che
poi
sarebbe
diventata
l’età
d’oro
degli
anni
’60,
anni
rivoluzionari
in
tutte
le
manifestazioni
giovanili.
Agli
appuntamenti
si
presentavano
con
vestiti
grigi,
tutti
uguali,
col
colletto
di
seta,
impeccabili
baschetti
per
capelli;
l’
immagine
è
quella
dei
bravi
ragazzi
che
piacciono
oltre
che
alle
fanciulle
in
delirio
anche
alle
loro
madri
e
di
conseguenza
ai
fidanzati
e
ai
mariti.
“
Le
ragazzine
li
accolgono
urlando
in
tale
stato
di
isteria
da
farsi
la
pipì
addosso;
alla
fine
di
ogni
concerto
un
penetrante
odore
di
urina
caratterizza
il
luogo
dove
si
è
svolto.”
Philip
Norman,
biografo
dei
Beatles,
in
occasione
della
loro
trionfale
tournè
americana,
scrive:”
Furono
4
settimane
in
cui
l’America
fu
tanto
vicina
a
un
orgasmo
quanto
può
esserlo
un
continente”.Erano
gli
anni
della
nascita
del
Pop
e
della
Pop
Art,
musica
e
comunicazione
di
massa,
cultura
e
arte
per
tutti.
Andy
Warhol,
guru
del
pop
così
sintetizza
il
fenomeno:
“
La
controcultura,
la
subcultura.
Il
pop,
le
superstar,
le
droghe,
le
luci,
le
discoteche,
-qualsiasi
cosa
riguardasse
l’essere
giovane
e
presente,
ebbe
probabilmente
inizio
allora”.
Il
pop
diventa
presto
un
nuovo
modo
di
vivere
che
va
dalla
pillola
anticoncezionale
(
commercializzata
nel
1961)
ai
capelloni,
passa
attraverso
la
guerra
fredda,
il
libretto
rosso
di
Mao
,
per
arrivare
ai
Teddy
Boys
con
i
loro
ciuffi
aggressivi
intrisi
di
brillantina.
Poi
ci
sono
le
invenzioni
delle
PR
(
pubbliche
relazioni),
il
consumo
di
marijuana
e
Lsd.
Nel
terremoto
generazionale
Londra
si
trova
in
posizione
mediana
tra
gli
Hippy
d’america
e
i
movimenti
più
prettamente
politici
dei
giovani
di
Roma
o
Parigi.
E’
Londra
che
il
TIME
elegge
nell’aprile
1966
metropoli
del
decennio
“
London:
the
swinging
city”.
E’
la
Beat
Generation
di
Jack
Kerouak,
dove
beat
significa
chi
è
senza
denaro
ma
soprattutto
chi
è
senza
un
posto
dove
stare.
Questa
ansia
di
liberta
spinta
fino
alla
ribellione
si
incarna
perfettamente
negli
eterni
rivali
dei
Beatles,
i
Rolling
Stones,
l’esatto
opposto
dei
primi,
dal
genere
musicale
all’apparire.
I
primi
concerti
li
danno
nella
primavera
del
1963
al
Crawdaddy
Club.Lanciano
la
moda
dei
cappelloni
trasandati
e
aggressivi
fino
all’eccesso.
Vogue
pubblica
un
ritratto
inchiesta
di
Mick
Jagger,
dove
lo
si
proclama
senza
troppi
giri
(
e
non
ho
mai
capito
perchè,
sinceramente
)
simbolo
sessuale
di
primaria
importanza.
Gli
Stones
diventano
subito
un
caso.
Dovunque
si
esibiscano
scoppiano
tumulti
e
risse
che
la
polizia
deve
interrompere
a
forza
di
lacrimogeni.
Gli
stessi
cantanti
in
più
di
un’occasione
ricorrono
alle
mani
(
e
ai
piedi)
per
ricacciare
dal
palco
i
contestatori.
Gli
stone
vanno
molto
più
in
là;
orinano
in
pubblico,
insultano
gli
invalidi,
proclamano
la
necessità
e
la
legittimità
della
droga,
dell’amore
libero
e
promiscuo.
“Satisfaction”
diventa
l’inno
del
pop
del
1965
si
in
Inghilterra
sia
negli
Usa.
Per
la
prima
volta
una
canzone
pop
parlava
apertamente
di
sesso.
Fare
sesso era diventato un modo per esprimere la propria rivolta contro
il
sistema.
E’
in
questo
periodo
che
nasce
un
altro
termine
che
avrà
un
futuro;
“Teenagers”
,
quelli
con
la
desinenza
teen
(
fra
i
13
anni
(
thirteen)
e
i
19
(
noneteen).
Quelli
che
comprano
dischi,
sigarette
e
vanno
in
discoteca
e
al
cinema.
Sono
ragazzi
spesso
di
umili
condizioni,
che
lavorano
e
faticano,
sospesi
tra
proletariato
e
piccola
borghesia,
senza
troppi
riferimenti
intellettuali.
Senza
grandi
ideali,
questi
ragazzi
si
rifugiano
nel
mondo
virtuale
della
nuova
musica,
dove
trovano
musica,
ritmo,
versi
semplici
da
ricordare
e
strillare.
E’
un
fiorire
di
gruppi
musicali
,
di
cantanti,
di
chitarristi.
Anche
i
Beatles
e
i
Rolling
Stones
fanno
parte
di
questo
imponente
e
confuso
pulviscolo,
una
delle
ragioni
del
loro
successo.
Scrittori
raccontano
quegli
anni
in
un
ritorno
al
realismo
qualche
volta
cupo
e
ombroso
come
in
“arancia
a
orologeria”
di
Antony
Burghess
(
da
cui
è
stato
tratto
“Arancia
Meccanica
di
Kubrick),
oppure
Colin
MacInnes
con
“I
Principianti
Assoluti”,
rittarato
della
nuova
generazione
londinese
con
i
suoi
immigrati
che
la
renderanno
sempre
più
multirazziale.
Nasce
anche
un
nuovo
modo
di
fare
teatro
con
i
c.d.
“angry
young
men”,
giovani
arrabbiati,
con
a
capo
Harold
Pinter,
Norman
Frederick
Simpson,
Peter
Shaffer,
Peter
Brook,
Tony
Richardson,
Joan
Madie
Littlewood.
Il
loro
manifesto
data
1956,
prima
rappresentazione
al
Royal
Court
(
Slogane
Square)
di
“
Ricorda
con
rabbia”
di
John
Osborne,
regia
di
Tony
Richardson.
Nel
1960
c’è
un’altra
svolta
nel
mondo
letterario,
con
la
sentenza
di
assoluzione
del
romanzo
di
Lawrence
(
1885-1930),
“
L’amante
di
Lady
Chatterley”,
dall’accusa
di
oscenità.
Lawrence
aveva
“osato”
far
partecipare
la
donna
ad
amplessi
amorosi
e
aveva
raccontato
la
storia
d’amore
e
passione
tra
una
aristocratica
e
il
suo
guardiacaccia,
in
maniera
piuttosto
esplicita
come
il
racconto
del
rapporto
anale,
allora
punito
dalla
legge
inglese
anche
nel
caso
avvenisse
all’interno
del
matrimonio.
Importante
in
questo
periodo
sono
anche
le
prime
innovazioni
di
pensiero
in
campo
psichiatrico
con
lo
sviluppo
della
c.d
corrente
“antipsichiatrica”
con
Ronald
D.Laing
tra
i
suoi
massimi
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