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Diritto di impresa nel Regno Unito

Diritto di impresa nel Regno Unito

Si tratta di una pubblicazione di qualche anno fa ed è trasmessa a soli fini esemplificativi.
Quindi, dopo aver letto ciò che in linea di massima è il diritto di impresa in Inghilterra, per avviare una società a Londra o nel Regno Unito, è consigliabile recarsi sul posto, contattare un professionista o fissare un appuntamento alla Camera di Commercio Italiana a Londra.

Cenni Introduttivi
Scopo della presente pubblicazione è quello di offrire indicazioni complessive su aree chiave del diritto inglese la cui conoscenza è necessaria a uomini d'affari italiani che intendano allargare le proprie attività al Regno Unito.

A fini legali il Regno Unito è suddiviso in tre aree distinte: Inghilterra e Galles, Scozia e infine Irlanda del nord. Il diritto scozzese e quello dell'Irlanda del Nord sono simili – seppur non identici – a quello inglese. Le informazioni presenti in questo capitolo fanno riferimento esclusivamente al diritto inglese.

Filiale/Ufficio di Rappresentanza

Uno dei modi per intraprendere un'attività in Inghilterra è attraverso la costituzione di una società controllata, ma molte società preferiscono avviare la propria attività in Inghilterra attraverso un ufficio di rappresentanza o aprendo una filiale e solo in seguito attraverso la costituzione di una società controllata.

La società italiana che opera attraverso un ufficio di rappresentanza o una filiale in Inghilterra sarà tenuta all'iscrizione nell'apposita sezione del Registro delle Imprese inglese (Companies House) con le seguenti modalità:

(i) “Place of Business system” – per l'ufficio di rappresentanza; o

(ii) “Branch system” – per la filiale.

Una delle differenze principali tra una filiale e un ufficio di rappresentanza risiede nel trattamento fiscale: un ufficio di rappresentanza non può svolgere operazioni commerciali ma solo attività ausiliarie o accessorie all'attività principale della società nel suo complesso (come per esempio strutture di magazzino, uffici amministrativi e strutture per l'elaborazione di dati interni). Le attività di un ufficio di rappresentanza sono piuttosto limitate di modo che, a fini fiscali, non si riterrà commercialmente attivo in Inghilterra e di conseguenza non genererà reddito soggetto a imposte in Inghilterra.

La filiale, invece, eserciterà attività per conto della società italiana e di conseguenza il suo reddito sarà soggetto a tassazione in Inghilterra.

Stabilire un Ufficio di Rappresentanza in Inghilterra

Una società italiana che decida di stabilire un ufficio di rappresentanza nel Regno Unito dovrà:

(i) depositare presso il Registro delle Imprese, entro un mese dalla costituzione, un Modulo Form 691 che contenga la denominazione sociale, luogo e data di costituzione, la sede ove svolgerà la propria attività nel Regno Unito, nonché i nominativi degli amministratori e dei legali rappresentanti delle società e la data di costituzione dell'ufficio di rappresentanza;

(ii) depositare copie autentiche dei documenti di costituzione della società italiana: si tratta di copie conformi all'originale autenticate da un Notaio italiano (il metodo più comune);

(iii) depositare traduzioni autentiche in inglese dei documenti di costituzione della società italiana. Qualora questi siano stati tradotti nel Regno Unito potranno essere autenticati da un notaio o, piú semplicemente, da un avvocato (solicitor) inglese; o ancora da un individuo la cui competenza a effettuare la traduzione in inglese dei documenti sia autenticata da una delle figure professionali summenzionate.


Entro 13 mesi dalla data dell'ultimo esercizio l'ufficio di rappresentanza dovrà depositare presso il Registro delle Imprese il bilancio consolidato della società italiana.

Una volta completata l'iscrizione sarà necessario comunicare, senza ritardo, al Registro delle Imprese ogni eventuale modifica relativa alla vita della sede dell'ufficio di rappresentanza.

La tassa per l' iscrizione di un ufficio di rappresentanza presso il Registro delle Imprese è di 20 sterline.

Apertura di una Filiale in Inghilterra

Una società italiana che decida di aprire una filiale in Inghilterra sarà tenuta a ottemperare alle seguenti formalità di iscrizione e a depositare presso il Registro delle Imprese:

(i) un Modulo Form BR1 contenente le seguenti informazioni relative alla società italiana:

(a) denominazione sociale, numero di iscrizione al Repertorio Economico Amministrativo (REA) e indicazione della sede del Registro delle Imprese italiano;

(b) conferma che è stata costituita ai sensi del diritto italiano, forma giuridica o se è un istituto finanziario o di credito;

(c) un elenco degli amministratori, consiglieri e legali rappresentanti della società (nome, residenza abituale, nazionalità, professione, data di nascita);

(ii) copie autentiche dei documenti di costituzione della società italiana;

(iii) traduzioni autentiche dei documenti di costituzione della società italiana. Qualora questi fossero stati tradotti nel Regno Unito potranno essere autenticate da un avvocato inglese (solicitor) o da un notaio.

(iv) una copia autentica dell'ultimo bilancio della società italiana, tradotto in inglese.

Una volta completata l'iscrizione sarà necessario comunicare, senza ritardo, al Registro delle Imprese ogni eventuale modifica relativa alla vita della filiale.

Inoltre sarà necessario fornire le seguenti informazioni relative alla filiale : sede e data di apertura, attività svolta dalla filiale, denominazione sociale, indicazione dei legali rappresentanti nel Regno Unito. La tassa di iscrizione di una filiale al Registro delle Imprese è di 20 sterline.

Costituzione di una società in Inghilterra

Le società italiane possono operare nel Regno Unito attraverso la costituzione di una private limited company. Per costituire una private limited company:

(1) è possibile costituire una società ad hoc o (2) è possibile acquistare e/o adattare al proprio scopo una società preesistente ma non piú/ ancora operativa. I tempi per la costituzione di una private limited company sono brevi rispetto ai tempi di costituzione di una società di capitali in Italia.

Per costituire una società di capitali in Inghilterra è necessario depositare la seguente documentazione presso il Registro delle Imprese:

(i) lo statuto e l'atto costitutivo;

(ii) un Modulo Form 10, che indichi la denominazione sociale, gli amministratori della società, il segretario (figura che non trova un esatto equivalente nell'ordinamento italiano e che ha il potere di concludere taluni contratti relativi all'amministrazione della società) e la sede legale;

(iii) un Modulo Form 12, con il quale si conferma di aver aderito alla normativa societaria prevista dalla normativa societaria inglese Companies Act 1985 (modificata dalla Companies Act del 1989);

(iv) il pagamento della tassa di iscrizione di 20 sterline.

Denominazione sociale

Una volta che la società madre italiana abbia scelto la denominazione della propria controllata in Inghilterra sarà necessario eseguire una ricerca nell'indice ufficiale delle denominazioni presso il Registro delle Imprese per verificare che tale denominazione sociale non sia già stata utilizzata da altre società operanti nel territorio. Alcune parole, poi, richiedono un'approvazione ufficiale specifica, come per esempio International o United Kingdom (ma non UK).

Nel caso di acquisto di una società preesistente, la denominazione sociale sarà già presente. Poiché è improbabile che tale nome sia adatto, si potrà procedere alla modifica della denominazione sociale in sede assembleare o tramite delibera degli azionisti, previa approvazione del nuovo nome prescelto da parte del Registro delle Imprese.

Azioni

Nel caso di una società costituita ad hoc, sarà necessario almeno un azionista fondatore. Di regola l'azionista fondatore/gli azionisti fondatori sono avvocati dello studio legale incaricato dalla società madre italiana alla costituzione della società inglese, che successivamente cederanno le proprie azioni alla società madre italiana in occasione del primo consiglio di amministrazione.

Qualora, invece, si tratti di acquisto di una società preesistente, i primi amministratori e il segretario saranno nominati dall'agenzia preposta alla costituzione di società non operative, successivamente sostituiti da organi nominati dalla società madre italiana una volta effettuato l'acquisto della società preesistente.

Statuto

Lo Statuto dovrà indicare:

(i) denominazione sociale;

(ii) sede legale;

(iii) oggetto sociale;

(iv) capitale sociale. Esiste una distinzione tra capitale “authorised” e capitale issued, ossia capitale effettivamente emesso che non potrà essere superiore rispetto al capitale “authorised” della società. Il capitale “authorised” potrà essere aumentato tramite delibera dell'assemblea ordinaria;

(v) forma giuridica della società.

Atto costitutivo

L'Atto costitutivo dovrà indicare:

(i) poteri dei soci e degli amministratori;

(ii) limitazioni dei soci stranieri. Non esistono limiti al numero dei soci stranieri (ferme restando le limitazioni applicabili a controllate straniere in taluni settori regolamentati);

(iii) procedura per la cessione di azioni;

(iv) procedura per la variazione del capitale sociale;

(v) costituzione, convocazione, delibere assembleari;

(vi) costituzione, convocazione e delibere del consiglio di amministrazione. Le private limited company nominano almeno un amministratore. Non vi sono criteri di nazionalità;

(vii) poteri e nomina dell'eventuale amministratore delegato;

(viii) distribuzione dei dividendi e la previsione di un “fondo riserva”;


(ix) redazione del bilancio e nomina dei revisori;

(x) metodo di trasmissione di notifiche;

(xi) procedura per voluntary winding up della società e nomina di un liquidator;

(xii) previsione di indennizzo per gli amministratori nell'esercizio delle proprie funzioni. Un amministratore può essere ritenuto personalmente responsabile se non sia in grado di dimostrare di aver agito con “l'onestà, la diligenza, la competenza, e l'esperienza che si possono ragionevolmente attendere nell'esercizio delle sue funzioni”. A titolo meramente esemplificativo potrá essere ritenuto personalmente responsabile per violazione di determinate disposizioni della legge societaria inglese (“Companies Act”), frode e/o proseguimento del business nel caso in cui l'amministratore sia o sia stato a conoscenza dello stato di dissesto in cui versava la società.

Gli amministratori possono inoltre incorrere in responsabilità penale per violazione di determinate leggi su salute, sicurezza e ambiente e leggi per la salvaguardia dell'integrità del capitale sociale.

In caso di acquisto di società preesistente, la società avrà già il proprio Statuto e Atto Costitutivo. In alcuni casi sarà quindi necessario modificare lo Statuto e l'Atto Costitutivo per assicurarsi che tali documenti siano utilizzabili per il perseguimento dell'oggetto sociale.

Documenti costitutivi di Società in Inghilterra

Per una società costituita ad hoc tutti i documenti costitutivi dovranno essere depositati presso il Registro delle Imprese assieme alla tassa di iscrizione. Il registro emetterà un Certificato di Costituzione formale e da quel momento la società diverrà operativa. Ciò non è necessario invece per una società preesistente dal momento che sarà già stata costituita dall'agenzia e si tratterà quindi di provvedere alle eventuali modifiche.

I primi amministratori ed il segretario di una società costituita ad hoc (e i nuovi amministratori e il segretario di una società preesistente) devono confermare per iscritto su apposito modulo del Registro delle Imprese la propria accettazione dell'incarico.

Consiglio di Amministrazione

Sia per la società costituita ad hoc sia per quella preesistente sarà necessario convocare il Consiglio di Amministrazione nel primo giorno utile dopo il ricevimento del Certificato di Costituzione. Il Consiglio di Amministrazione, in questa occasione, provvede, di norma, alla:

(i) nomina di un presidente del Consiglio di Amministrazione (facoltativa);

(ii) nomina del segretario della società;

(iii) nomina degli eventuali amministratori o segretari aggiuntivi;

(iv) nomina di un revisore contabile esterno;

(v) indicazione della data di esercizio;

(vi) identificazione della banca della società;

(vii) approvazione del trasferimento delle partecipazioni alla società controllante;

(ix) possibile variazione della sede legale;

(x) approvazione del sigillo societario (se la società decide di adottarne uno);

(xi) determinazione dei quorum;

(xii) creazione del “registro degli interessi degli amministratori”, in cui , ad esempio, si annota che essi sono dipendenti della societá madre e pertanto interessati ad eventuali contratti tra le due società.

Avvio dell’attività di una società in Inghilterra

Dopo il consiglio di amministrazione, in caso di private limited company la società può avviare la propria attività. In caso di public company (plc) sono necessarie ulteriori formalità.

Responsabilità della societá madre

La società madre italiana, in genere, non sarà tenuta responsabile per i debiti contratti dalla società controllata inglese, salvo che non abbia fornito garanzie/ fideiussioni o sia considerata un amministratore occulto della stessa.

Joint venture

Non esiste nell'ordinamento inglese una normativa specifica sulle joint venture. Una joint venture viene generalmente costituita tramite la conclusione di un accordo fra le parti, che indica dettagliatamente il progetto, l'oggetto e le relative modalità di perseguimento, il contributo, il ruolo di ciascuna delle parti, la durata e le modalità di ripartizione dei ricavi e spese ecc. L'accordo di joint venture dovrebbe essere redatto da legali inglesi per garantire che tutte le questioni pertinenti siano affrontate.

In mancanza di un accordo la joint venture sará regolata Partnership Act del 1890, che disciplina principalmente i diritti e doveri delle parti. Poiché tali norme di regola non rispecchiano le intenzioni delle parti in concreto, è importante escluderle nello specifico o emendarle a mezzo di un accordo di joint venture.

Diritto del lavoro

Una società che desideri assumere del personale in Inghilterra deve essere a conoscenza del fatto che la legge inglese interviene sul rapporto di lavoro in varie fasi del rapporto, sebbene i rapporti di lavoro siano regolati in primo luogo attraverso l'accordo privato tra datore di lavoro e dipendente.

Il diritto del lavoro in Inghilterra è stato pesantemente influenzato da quello europeo, con riferimento particolare al campo della parità di trattamento. Anche molti dei diritti minimi garantiti ai sensi di legge derivano dalla legislazione europea.

Contratti di lavoro

I datori di lavoro e i dipendenti sono in genere liberi di concordare qualunque termine contrattuale desiderino (fermo restando che ottemperi ai requisiti di legge di seguito indicati). Tuttavia, determinati termini e condizioni sono impliciti in tutti i contratti come per esempio la condizione implicita di fiducia reciproca. In Inghilterra, i dipendenti hanno il diritto di ricevere una copia del contratto di lavoro che indichi i termini e le condizioni principali del loro rapporto di lavoro entro e non oltre due mesi dalla data di inizio dell'assunzione. Il contratto di norma contiene le seguenti informazioni: nomi del datore di lavoro e del dipendente, occupazione, data di inizio del lavoro, stipendio, ore di lavoro, luogo di lavoro, ferie, malattia e retribuzione per il periodo di malattia, pensione, periodo di preavviso richiesto per la risoluzione del contratto da parte del datore di lavoro e del dipendente, procedure disciplinari, procedure per la denuncia di violazione dei diritti dei lavoratori, la natura a tempo indeterminato o determinato del lavoro e, in caso di tempo determinato, la data di scadenza, eventuali accordi con i sindacati ed eventuali richieste di mobilità al di fuori del Regno Unito.

Paga minima e orario settimanale

La paga minima a livello nazionale è attualmente di 3,80 sterline all'ora per dipendenti nella fascia d'età 18-21 e di 4,50 sterline all'ora per dipendenti di età superiore ai 22 anni. La legislazione in materia di lavoro impone un limite massimo di 48 ore sulle ore settimanali di lavoro dei dipendenti. Tuttavia, i dipendenti possono accettare di lavorare un numero superiore di ore e il limite non si applica a determinati dipendenti quali per esempio i senior manager.


Tra gli altri diritti minimi garantiti per legge vi sono il diritto a 4 settimane di ferie retribuite all'anno e il diritto a pause giornaliere e a periodi di riposo.

Diritti “in difesa della famiglia”

Le lavoratrici gestanti hanno diritto all'aspettativa per maternità retribuita. Inoltre, i dipendenti con bambini a carico potranno avere il diritto all'aspettativa per paternità o adozione, entrambi retribuiti. Potranno inoltre avere titolo a richiedere orario flessibile.

Discriminazione

È illegale discriminare chiunque a motivo di invalidità, razza, sesso, religione o credo, o di orientamento sessuale in merito ad assunzione, promozione, accesso alle gratifiche nel corso del rapporto di lavoro o licenziamento. I lavoratori part-time hanno il diritto a un trattamento equo, vale a dire non meno favorevole di quello rivolto al personale a tempo pieno di pari categoria e i dipendenti a tempo determinato hanno il diritto a un trattamento non meno favorevole di quello dimostrato verso personale a tempo indeterminato di pari categoria.

I dipendenti possono far valere i propri diritti rivolgendosi al Tribunale del Lavoro e non vi sono limiti all'importo che può essere assegnato al soggetto discriminato.

Licenziamento dei dipendenti

La maggior parte dei contratti di lavoro possono essere risolti da entrambe le parti, previa adeguata comunicazione alla controparte della risoluzione del contratto. Il periodo di preavviso a cui ha diritto un dipendente sarà indicato nel contratto (a meno che non sia inferiore al periodo di preavviso minimo previsto dalla legge). Qualora il contratto sia a tempo determinato si intenderà automaticamente risolto alla scadenza del termine salvo che non sussistano disposizioni specifiche che ne consentano una risoluzione anticipata.

Un dipendente il cui contratto viene risolto non avrà in genere alcun diritto di rivendicazione contro il proprio datore di lavoro fintantoché questi abbia ottemperato alle condizioni e ai termini del contratto di lavoro del dipendente e abbia licenziato il dipendente per giusta causa. Tuttavia, in caso di violazione del contratto o qualora la causa di licenziamento non sia giusta, un dipendente avrà titolo a presentare ricorso contro il proprio datore di lavoro.

Licenziamento senza giusta causa

I dipendenti assunti da oltre un anno hanno il diritto a un licenziamento per giusta causa. Un dipendente che venga licenziato senza giusta causa potrà richiedere i danni al datore di lavoro. Al fine di dimostrare che il licenziamento è per giusta causa, il datore di lavoro deve in primo luogo dimostrare che il licenziamento è avvenuto per un motivo consentito per legge. Nei motivi consentiti rientrano i seguenti: condotta non irreprensibile, esubero di personale, atti illeciti e gli omnicomprensivi “motivi effettivi di natura tale da giustificare il licenziamento”.

In secondo luogo, il datore di lavoro deve dimostrare di aver agito ragionevolmente e di aver seguito una prassi equa nei confronti del dipendente intendendosi per prassi equa rientra: svolgere indagini accurate dettate dalle circostanze, assicurarsi che il dipendente conosca la natura dell'accusa nei suoi confronti e abbia la possibilità di rispondere a tale accusa. I dipendenti dovrebbero inoltre avere diritto di appello.

Redundancy del personale

Redundancy indica il licenziamento del dipendente:

(i) per il venir meno della posizione a cui é proposto il lavoratore,

(ii) per la cessazione dell'attività dell'azienda o,

(iii) per il trasferimento dell'attività dell'azienda presso altra sede. I dipendenti assunti almeno da due anni avranno titolo alla cassa integrazione prevista ai sensi di legge inglese.

Salute e sicurezza

Tutti i datori di lavoro sono considerati responsabili delle condizioni di salute e sicurezza dei propri dipendenti mentre si trovano sul luogo di lavoro. Si potranno ricevere ulteriori informazioni dall' Health and Safety Executive (HSE) in merito a specifiche responsabilità dal momento che queste ultime variano in base al tipo di attività dell'azienda.

Assicurazione

Ciascun datore di lavoro deve stipulare un'Assicurazione, per i propri dipendenti, contro gli infortuni (Employers’ Liability Insurance) con una compagnia di assicurazione autorizzata e per almeno 5 milioni di sterline, a copertura di qualsiasi malattia o infortunio causato al dipendente per il tipo di lavoro svolto. Le “Compagnie di assicurazione autorizzate” sono elencate nell'Insurance Annual Report.

Pensioni

Qualora si abbiano 5 o più dipendenti del Regno Unito si dovrà offrir loro accesso a un piano previdenziale integrativo (oltre alla pensione pubblica). Il requisito minimo per un datore di lavoro è quello di affidare il compito a piani previdenziali integrativi (Stakeholder Pension Scheme), di norma gestiti da una compagnia di assicurazione. Datori di lavoro di dimensioni maggiori istituiscono piani previdenziali di propria creazione con consulenza approfondita in materia giuridica e di indennità.

Un datore di lavoro sarà tenuto a versare contributi in un piano pensionistico di propria creazione oppure potrà scegliere se versare o meno contributi in uno gestito da una compagnia di assicurazione. Il datore di lavoro deve consentire ai propri dipendenti di versare contributi direttamente attraverso la busta paga in uno specifico piano previdenziale integrativo. Per tutte queste forme previdenziali vi è un limite di tempo per il versamento dei contributi trattenuti dallo stipendio. I contributi del datore di lavoro e del dipendente di norma riceveranno un trattamento fiscale privilegiato. Vi sono limiti massimi sui contributi che vengono imposti dall'Agenzia delle Entrate (Inland Revenue) ma solitamente incidono solo su stipendi elevati.

Distribuzione/Rappresentanza Commerciale/Franchising Cenni Introduttivi

A parte alcune eccezioni, un' impresa che intenda vendere la propria merce nel Regno Unito può usare la forma contrattuale che riterrà piú opportuna quale valida alternativa all'apertura di una filiale nel Regno Unito.

In questi casi, é importante che il contratto sia in forma scritta e che indichi chiaramente i termini e le condizioni dell'accordo. Inoltre é consigliabile che il contratto sia regolato dal diritto inglese.

Trale varie tipologie contrattuali, i contratti di Distribuzione e diRappresentanza costituiscono gli strumenti piú utilizzati. Tali contratti sono regolati non solo dal diritto inglese, ma anche dalla normativa Comunitaria.

L'Articolo 81 del Trattato della CE vieta tutti gli accordi fra imprese, decisioni di associazioni di imprese e pratiche concordate che possano impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza e che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri dell'Unione Europea ("UE"). Inoltre l'Articolo 82 del Trattato della CE proibisce lo sfruttamento di posizione dominante da parte di una singola impresa. Il UK Competition Act 1998, la legge sulla concorrenza inglese, ricalca in larga misura gli Articoli 81 e 82 del Trattato di Roma.


Distinzione tra Rappresentanti e Distributori

Un distributore è una impresa che opera in maniera del tutto indipendente dal produttore per quanto riguarda l'acquisto e la vendita di merce .

Un rappresentante, al contrario, agisce in veste di ausiliario del produttore, vendendo in nome e/o per conto del produttore stesso. Nel contratto di rappresentanza, il principale rischio commerciale rimane a carico del produttore. Tuttavia, il rappresentante sarà responsabile per gli obblighi finanziari da lui assunti.

Generalmente, l'Articolo 81 si applica ai contratti di distribuzione, ma non ai contratti di rappresentanza. In un contratto di rappresentanza il produttore italiano potrà:

(a) stabilire i prezzi di rivendita della merce;

(b) richiedere ai rappresentanti di effettuare vendite esclusivamente a determinati clienti o categorie di clienti;

(c) nominare rappresentanti o fornitori per aree geografiche.

Rappresentanza Commerciale

Qualora il rappresentante agisca in nome e per conto del rappresentato italiano, la propria attività sarà regolata dal Regolamento Cee del 1993 sugli agenti di commercio che ha attuato la Direttiva CE sugli agenti di commercio autonomi. Il Regolamento contiene delle disposizioni particolarmente complesse, soprattutto per quanto riguarda il trattamento di fine rapporto. Al fine di tutelare i diritti dell'agente, il regolamento predispone termini e condizioni che ogni contratto di agenzia deve contenere, in particolare vengono regolati:

(i) i periodi minimi per la notifica della risoluzione o rescissione del contratto di rappresentanza a tempo indeterminato;

(ii) la data ultima per il pagamento delle provvigioni;

(iii) la validità di clausole restrittive dell'attività del rappresentate dopo la risoluzione del contratto;

(iv) quando l'agente ha diritto ad un indennizzo o risarcimento nel caso di risoluzione del contratto.

Il rapporto di rappresentanza e' inoltre regolato dalla common law in materia di rappresentanza.

Distribuzione

Non esiste una normativa ad hoc per la nomina di distributori nel Regno Unito. Tuttavia, contratti di distribuzione che contengono particolari restrizioni (per esempio il blocco dei prezzi) potrebbero violare le leggi sulla concorrenza.

Nel caso in cui un contratto di distribuzione sia contrario alle disposizione dell'articolo 81(1) del Trattato CE, la Commissione Europea puo' imporre delle multe fino al 10% del fatturato mondiale della società o del gruppo di società contraenti.

La Commissione Europea ha il potere di concedere esenzioni, individuali o di categoria, per accordi che contengano termini o condizioni che normalmente sarebbero contrarie all'articolo 81(1).

Si possono ottenere esenzioni individuali facendo direttamente domanda alla Commissione Europea. Tuttavia, per ridurre il numero delle richieste di esenzioni individuali, la Commissione ha predisposto delle esenzioni di categoria che, appunto, prevedono l'esenzione automatica per determinate categorie di contratti, decisioni di associazioni o pratiche concordate se determinate condizioni sono rispettate. In questo caso, non sará piú necessario notificare il contratto alla Commissione per ottenere una esenzione individuale.

Le esenzioni per categoria valgono per contratti di distribuzione di merci in esclusiva, di acquisto di merci in esclusiva e di franchising nonché per contratti specifici a particolari settori industriali o nel campo della ricerca e tecnologia. Dal gennaio 2000, la Commissione ha introdotto un nuovo regime concorrenziale per contratti tra produttori e distributori, che sostituisce le esenzioni per categoria per contratti di distribuzione di merci in esclusiva, di acquisto di merci in esclusiva e di franchising con un'unica esenzione di piu' ampia portata. Questa nuova esenzione si applica a tutti quei contratti di distribuzione stipulati da imprese la cui somma dei fatturati non eccede il 30% della quota di mercato. Sempre che tali contratti non comprendano:

a) restrizioni su importazioni ed esportazioni;

b) limitazioni su vendite passive (vale a dire impedire a un distributore di accettare ordini spontanei al di fuori del suo territorio);

c) restrizioni sui prezzi.

Si consideri che questa esenzione di categoria non si applica a licenze di proprietà intellettuale o a contratti di distribuzione di automezzi.

Con l'introduzione della legge Competition Act 1998, il diritto del Regno Unito in gran misura si è allineato alla normativa comunitaria. Il Paragrafo 10 del Competition Act garantisce che i contratti soggetti a esenzione ai sensi del Diritto CE saranno altresì soggetti ad esenzione nel Regno Unito. L'esenzione sarà comunque applicabile anche se gli effetti del contratto siano limitati al Regno Unito.

Franchising

Non vi sono specifiche leggi in merito alla creazione e all'attività di franchising e, in genere, i contratti di franchising non rischiano di violare le legge sulla concorrenza nel Regno Unito.

Responsabilità per danno da prodotti difettosi

Il Regno Unito ha attuato le Direttive CE su responsabilità per danno da prodotti difettosi (85/374/CEE) e sicurezza generale dei prodotti (92/59/ CEE). Tale normativa regola la responsabilità del produttore sia nell'ambito del diritto civile che del diritto penale.

Consumer Protection Act del 1987

La legge Consumer Protection Act 1987 attua la Direttiva CE sulla Responsabilità per danno da prodotti difettosi (85/374). La stessa Direttiva è stata attuata in Italia con il D.P.R. 24 maggio 1988 n. 224. Pertanto, è probabile che il lettore sia già a conoscenza di quanto segue.

Ai sensi del Consumer Protection Act 1987, quando la parte lesa dimostra che il danno é causato dal prodotto difettoso, il produttore é considerato direttamente responsabile per i danni cagionati.

Un'impresa che a) produce o lavora prodotti difettosi; b) appone il proprio nome o marchio su prodotti difettosi c) importa un prodotto difettoso nell' Unione Europea sarà tenuta a pagare il risarcimento dei danni causati dal prodotto difettoso.

Tuttavia, la normativa prevede varie eccezioni alla responsabilità del produttore quali, ad esempio:

(i) Il difetto non era presente nel prodotto al momento della messa in circolazione del prodotto;

(ii) Lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, al momento in cui il produttore ha messo in circolazione il prodotto, non permetteva ancora di considerare il prodotto come difettoso;

(iii) Nel caso del produttore o fornitore di un componente o materia prima, se il difetto é interamente dovuto alla confezione del prodotto in cui é stata incorporata la parte o materia prima o alla conformità di questa alle istruzioni date dal produttore che la ha utilizzata.

Non è possibile sottrarsi a questa responsabilità indicando in un contratto che il produttore non sarà ritenuto responsabile.

Norme di etichettatura

Vi sono specifiche norme da rispettare che impongono criteri di etichettatura per determinati prodotti. Questi prodotti comprendono alimentari, organismi geneticamente modificati, farmaceutici, cosmetici, sostanze pericolose, prodotti della lavorazione del tabacco, apparecchiature elettriche e tessili.

Comunicazioni ingannevoli

I casi di comunicazioni ingannevoli sul prodotto sono regolati dal Trade Descriptions Act 1968. L'illiceità si estende all'uso di comunicazioni decettive e messaggi mendaci contenuti sulle confezioni dei prodotti. É prevista la multa, l'arresto o entrambi. Termini impliciti in relazione alla fornitura di merci o servizi.

Ai sensi del Sale of Goods Act 1979 (modificata dal Sale and Supply of Goods Act 1994), le merci vendute al pubblico devono essere "di qualità soddisfacente" e adatte al fine a cui sono preposte. In caso contrario, il consumatore potrà richiedere al rivenditore il risarcimento danni.

Ai sensi del Supply of Goods and Services Act 1982 (modificato dal Sales and Supply of Goods Act 1994), qualora si tratti di prestazione di servizi, tali servizi dovranno avere un costo ragionevole, essere completati entro un periodo di tempo ragionevole e forniti con le dovute cautele e capacità.

Un importatore, produttore o rivenditore può essere ritenuto contrattualmente responsabile dei prodotti difettosi qualora le merci non rispettino le specifiche del contratto. Inoltre, la Law of Tort (responsabilità extracontrattuale) prevede che l'importatore, il produttore o il rivenditore siano responsabili per i danni cagionati se hanno agito negligentemente.

Al fine di ridurre i rischi, nei messaggi pubblicitari il produttore dovrebbe aggiungere indicazioni sulla cautela da applicare nell'utilizzo del prodotto e inserire avvertimenti e informazioni sul prodotto stesso. Un importatore dovrebbe cercare di ottenere dal produttore o dall'acquirente i dovuti idennizzi e stipulare un'adeguata copertura assicurativa per gli eventuali danni causati da prodotti difettosi addebitabili al produttore.

Termini e condizioni di vendita/acquisto

L'acquisto o vendita di merci e la prestazione di servizi da parte di un'impresa dovrebbero essere sempre regolate da un contratto scritto per evitare danni ingenti all'impresa italiana. In genere, prima di vendere merci o servizi a terzi, le imprese dovrebbero condurre indagini sulla solvibilità del cliente. È inoltre importante accertarsi che i termini del contratto possano essere effettivamente adempiuti dalla controparte

Profili contrattuali:

(a) Parti: ogni contratto deve iniziare con una definizione delle parti.

(b) Merci: é molto importante che il contratto fornisca una definizione chiara, comprensibile e di uso comune delle merci oggetto del contratto al fine di evitare confusione od eventuali controversie.

(c) Prezzo: in base alla normativa inglese, il prezzo di merci o per la prestazione di servizi può essere (1) determinato dal contratto; (2) determinato con una formula indicata dal contratto; o (3) determinato dai rapporti commerciali gia' stabiliti tra le parti. Qualora il prezzo non sia fissato dal contratto, si rischia l'insorgere di problemi.

(d) Termini di pagamento: il contratto dovrebbe sempre chiarire i termini di pagamento e, per esempio, indicare: "il pagamento è dovuto interamente alla consegna delle merci" o "il pagamento è dovuto interamente 90 giorni dopo la consegna delle merci".

(e) Trasporto: é sempre necessario indicare nel contratto il metodo di trasporto delle merci (per esempio via mare, aereo o terrestre) e usare tale metodo a meno che le parti non abbiano concordato metodo alternativo. Il trasporto delle merci con un mezzo diverso da quello concordato potrebbe essere causa di risoluzione del contratto.

(f) Metodo di imballaggio: il metodo di imballaggio delle merci può entrare a far parte dei termini del contratto. Qualora il fornitore abbia consegnato la merce con un imballaggio diverso da quello concordato nel contratto, l'acquirente ha il diritto di rifiutare la consegna e citare il fornitore per danni.

(g) Consegna: per motivi commerciali il fornitore dovrà indicare la data o il periodo di consegna ai propri acquirenti. Tuttavia, é preferibile per il fornitore definire la data di consegna in modo tale da evitare responsabilità per eventuali ritardi. Qualora il termine di consegna sia l'elemento essenziale del contratto, in caso di ritardo, l'acquirente avrà il diritto di annullare il contratto e richiedere il risarcimento dei danni. La natura di ogni singola transazione determinerà eventuali altre clausole da inserire nel contratto. Potrebbe per esempio essere necessario inserire termini e condizioni relativi ai campioni di merci. A volte è possibile che un venditore rivendichi merci non pagate qualora il contratto sia stato redatto attentamente e sia stata inserita una clausola con riserva di proprietà. Tale clausola mira a trasferire il rischio all'acquirente al momento della consegna , mentre la proprietà delle merci rimane al venditore fino al pagamento o fino alla rivendita in buona fede delle merci nel corso della ordinaria attività commerciale. È inoltre possibile tutelare il venditore conferendogli i diritti di rientrare in possesso delle merci, di accesso alle merci e di rintracciare o recuperare i proventi delle rivendite. Tuttavia, non é possibile fornire l'assoluta garanzia che il venditore potrá rientrare in possesso delle merci.

Cenni sulle Assicurazioni

Vi sono in pratica due tipi di prodotti assicurativi nel Regno Unito: (a) assicurazione ramo vita e (b) assicurazione generale.

Non vi sono definizioni di legge per il termine “attività assicurativa”, ma la legge Friendly Societies Act del 1992 prevede una classificazione che suddivide l'attività assicurativa in “assicurazione ramo vita” (tra cui vita, pensioni e altri prodotti correlati) e “assicurazione generale”.

Nell'assicurazione ramo vita rientrano circa nove prodotti tra cui assicurazione sulla vita e rendita vitalizia, assicurazioni correlate ramo vita, permanent health (assicurazioni malattia e infortuni), polizza a riscatto e fondi pensionistici. Nelle assicurazioni generali rientrano circa 18 categorie di prodotto tra cui assicurazione infortuni, malattia, responsabilità civile autoveicoli, copertura rischi finanziari, credito e fideiussione.

Regolamentazione delle compagnie di assicurazione

L'autorità principale di regolamentazione è la Financial Services Authority (“FSA”) e la normativa principale che regola l'attività assicurativa è la FSMA 2000. L'attività assicurativa viene regolamentata congiuntamente alle attività di investimento e al settore bancario.

Anche la commercializzazione di prodotti vita e pensione é regolata dalla FSA.

Cenni sulle Assicurazioni

Nel Regno Unito, nessuno può svolgere un'attività assicurativa a meno che non sia autorizzato o esonerato ai sensi della FSMA 2000.

Il periodo per la valutazione di una richiesta di autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa è al massimo di sei mesi. Una società che richieda tale autorizzazione deve presentare determinate informazioni, tra cui business plan, dati della società, i suoi amministratori, i propri recapiti nel Regno Unito per la consegna di eventuali comunicazioni o di altri documenti ai sensi della FSMA 2000 e le categorie di attività assicurativa per cui é richiesta l' autorizzazione.

Una volta concessa l'autorizzazione, l' FSA dispone di poteri estesi e può imporre determinate condizioni. Dietro obbligo di notifica è possibile svolgere attività assicurativa o offrire assicurazione nell'UE tramite una filiale o un ufficio di rappresentanza. Le compagnie italiane possono svolgere attività assicurativa nel Regno Unito, sempre che abbiano ricevuto l'autorizzazione in Italia a svolgere l' attività assicurativa in oggetto.

Requisiti prudenziali

Ciascuna compagnia di assicurazione costituita ai sensi della legge societaria inglese (Companies Act del 1985) é tenuta a redigere il bilancio di esercizio per I Propri sociti ed a presentare un rendiconto annuale alla FSA; inoltre, qualore sia attiva attraverso una filiale, dovrá anche presentare il rendiconto di quest’ultima.

A partire dal 14 gennaio 2005, é stato esteso il potere regolatore della Financial Services Authority in campo assicurativo. Infatti, da tale data quasi tutte le polizze di assicurazione sono regolate dalla FSA; prima, al contrario, la FSA regolamentava solo le polizze assicurative che avessero un elemento di investimento.

Brevi Cenni sul Contenzioso commerciale

Il processo civile di common law costituisce l'archetipo processuale che realizza i principi della concentrazione, dell'oralità, dell'immediatezza e della pubblicità. Il giudizio di primo grado costituisce il momento essenziale della giustizia civile inglese.

A seguito della recente riforma del processo civile inglese il procedimento civile é stato ulteriormente snellito con una notevole propensione a favorire forme alternative al contenzioso tradizionale, che comportano, fra l'altro, costi piú contenuti per le parti e tempi di risoluzione piú ristretti. Altri aspetti del nuovo processo civile contenzioso riguardano i seguenti aspetti:

(i) ruolo attivo dei procedimenti da parte del tribunale;

(ii) le parti sono tenute a considerare la risoluzione alternativa delle controversie (ADR) nella fase iniziale del procedimento e nel corso della stessa (cfr. di seguito);

(iii) il tribunale terrà in considerazione le rispettive posizioni finanziarie delle parti per decidere se procedere o meno;

Arbitrato

Londra è un centro di arbitrato riconosciuto e il Regno Unito ha ratificato la Convenzione di New York. Le norme in materia di arbitrato sono state ampiamente riformate negli ultimi 20 anni dando maggiori poteri all'arbitro che adesso ha maggior controllo dei procedimenti. In tal modo si riduce l'ingerenza da parte dei tribunali e le procedure risultano meno onerose per le parti.

Risoluzione alternativa delle controversie (ADR)

ADR (Alternative Disputes Resolution) è un termine che descrive i metodi di risoluzione delle controversie che possono sostituire il processo civile contenzioso e comprende mediazione, conciliazione, decisione del perito e valutazione preliminare imparziale. A differenza dell'arbitrato, nessuna di queste forme di ADR é regolata da leggi specifiche.

La mediazione e la conciliazione richiedono la presenza di un terzo (mediatore o conciliatore) che assista le parti nella risoluzione della controversia.

Invece, la decisione del perito prevede l'intervento di un esperto che risolva il caso. Le parti scelgono congiuntamente il perito e la sua decisione è vincolante per entrambe.

La valutazione preliminare prevede l'intervento di un professionista imparziale che dia un giudizio sui meriti del caso. Tale giudizio non è vincolante.

Per molte controversie l'ADR è un'alternativa adeguata al processo civile contenzioso.

Contatto

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La presente pubblicazione mira esclusivamente a offrire una panoramica generale su argomenti di interesse e non costituisce consulenza legale né dovrebbe essere considerata un sostituto della stessa in circostanze particolari.

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